THE TOC DAY - 11 giugno 2010ore 20;30 dopo campo di concentramento fossoli sulla sx cena....
Ciao Monica,
non so se qualcuno ti ha fornito notizie in merito al "
toc day", io che di solito sono preposto a queste mansioni, ho avuto qualche contrattempo articolare e sono solo pronto ora per la cronaca dell'avvenimento.
Necessariamente devo procedere con ordine perchè se il clou è stata la serata, devi sapere che le operazioni sono iniziate fin dal mattino quando, dopo lo spiegamento delle pattuglie della forestale armate di spingarde e fionde intorno al luogo dov'era custodita la bestia da cucinare, dal freezer è uscita inferocita la fiera che è stata indirizzata verso l'enorme stampo preparato con letto di pancetta e cipolle da Mimmo per l'occasione protetto da una corrazza da antico romano e guantoni da pugilatore.
Gli inviati speciali di diversi Tg hanno intervistato in diretta il prode cuoco che ha espresso preoccupazione, ma anche determinazione per condurre a termine la missione, ha quindi proceduto con la preparazione calibrata nel rispetto di dielle antiche ricette dei popoli Incaz, che già nel loro calendario festeggiavano il "piit day", (nulla a che vedere con Pit di Colli Cicli, ma essendo gli Incaz di origine basso mantovane da quelle parti il tacchino lo chiamano piit) ha perciò imposto al feroce bipede di eseguire 30 flessioni, 50 addominali e 15 minuti di stretching e con un astuto stratagemma, ha detto al tacchino che nel forno c'era un un suo lontano parente (lo stracchino) che aveva voglia di vederlo, è riuscito a farlo entrare, ha quindi chiuso lo sportello con un potente chiavistello, incatenato l'intera cucina a doppio giro con una catena del ventidue a maglie strette e acceso il fuoco strofinando vorticosamente due bastocini su un letto di paglia.
A questo punto sono entrate i scena tre figure fondamentali nel proseguo della preperazione, trattasi di fata Cristina, maga Daniela e musa Lorena che dal primo pomeriggio hanno cominciato a tagliare col taglione, affettare con l'affetto, mescolare col muscolo, scottare con lo scottex e condire con parole, le verdure che in serata avrebbero contornato il domo animale che si stava crogiolando al tepore del forno, sorvegliato dal prode Mimmo armato precauzionalmente di tridente, che ad intervalli regolari accarezzava la bestia, con rametti di rosmarino e salvia.
Verso le 20 sono stati attivati i fuochi per la pasta, ha cominciato ad arrivare gente e i primi spumeggianti tappi si lanciavano in parabole festose, mentre le sopraggiunte ombre della sera esaltvano la scenografia giallo-arancio dei tavoli imbanditi illuminati da candele accese che liberavano nell'etere delicate essenze.
Anche il contratto stipulato con le zanzare ha funzionato alla perfezione, in pratica abbiamo pagato alle fastidiose l'ingresso per il cinema all'aperto che c'era in San Rocco, pare si siano divertite a sangue.
Poi tutti a tavola con le mandibole avviate sui primi piatti mentre nell'area cerimonie i gran sacerdoti: Mimmo e Daniela esponevano al pubblico in delirio il tacchino finalmente cotto dopo sei ore di forno.
Un vespillone inviato daal'ASL, attillato nella sua tuta ignifuga, ha trapassato con l'ago d'ordinanza il succulento piatto forte decretandone la cottura e la commestibilità sollevando ulteriori consensi dai commensali, un paio dei quali nell'entusiasmo hanno pure tentato d'addentare il pubblico ufficiale.
Tanta candida ciccia è stata distribuita a tutti i presenti che, con numerose repliche, hanno dimostrato apprezzamento per l'animale vinto dai nostri/e ciclisti/e mediofondisti/e.
La musica che ha accompagnato la serata con discrezione, ad un certo punto ha avuto un'impennata trascinando in danze sfrenate corpi sinuosi, pance pingui e ascelle sudate, mentre intorno i tappi del prosecco continuavano a parbolare nell'aria densa di notte.
Qui la cronaca si ferma perchè inoltrarmi ulteriormente nei dettagli significherebbe violare la privacy di chi ha improvvisato spogliarelli, di chi era ubriaco fradicio, e di chi si è perso tornando a casa nelle numerose curve della Ramesina.
Se questo non bastasse a farti morire d'invidia ti faremo avere qualche foto del momento degli spinelli.
Ugo